A Roma le periferie sono città.
Con l’inizio del nuovo millennio si sono sviluppate a macchia d’olio ed oggi appaiono come isole che non si parlano fra loro. Sono costituite da numerose centralità, in cui risiede la maggior parte della popolazione di Roma, che si trova isolata ai margini, a causa della mancanza di collegamenti adeguati col resto della città.
La massiccia costruzione dei centri commerciali nei primi anni del 2000 ha portato alla creazione di nuove poli attrattivi che si sono appropriati di spazi urbani ed hanno modificato profondamente la geografia, i rapporti sociali e l’economia delle zone circostanti.
Ad oggi a Roma sono presenti oltre 40 centri commerciali che, nelle zone più a margine, costituiscono spesso gli unici luoghi di ritrovo e di socialità. Come delle enormi oasi di luce, hanno influenzato profondamente il tessuto urbano, che si è poi continuato a sviluppare senza soluzione di continuità.
Attraversare oggi le periferie di Roma significa attraversare ampi spazi vuoti per
ritrovarsi poi in quartieri grandi come città, costituiti per la stragrande maggioranza da palazzi residenziali. Povere, ricche, affollate, deserte, sempre diverse, eppure sempre uguali.
Ho esplorato le aree intorno ai centri commerciali, come luoghi in divenire che hanno subito le maggiori trasformazioni negli ultimi 25 anni.
Ho attraversato questi luoghi, spesso per la prima volta, cercando le dissonanze, le particolarità, le similitudini e le differenze, ed ho scoperto una Roma diversa, una città galassia fatta di tante contraddizioni, una metropoli fatta di tante città.
Roma è le sue periferie.